C’era una volta Aim…

Scritto il 24 maggio 2008 da Redazione
Categoria: Vicenza 3 commenti

C’era una volta AIM, la municipalizzata di Vicenza e dei comuni limitrofi che provvedeva ad erogare i servizi essenziali ai cittadini, come acqua, luce, gas, smaltimento rifiuti, trasporti. Questa società dal 2005 non esiste più, o meglio è diventata un grande contenitore (holding) di piccole società. Ben sei, tra srl e spa, sono le controllate di Aim Gruppo S.p.a: AIM Vicenza Gas spa, AIM Vicenza Energia spa, AIM Vicenza Telecomunicazioni spa, AIM Vicenza Trasporti spa, AIM Vendite srl, e AIM Bonifiche srl. Come mai in tutta Italia le ex municipalizzate si sono unite tra loro in società più grandi (vedi il gruppo Hera in Emilia Romagna), mentre a Vicenza è avvenuto il contrario? Un sospetto viene, pensando a tutte  le poltrone create con i sei nuovi consigli di amministrazione e spartite in maniera partitocratica dalla precedente amministrazione. Senza contare che questa lievitazione del numero delle poltrone non ha certo portato ad una migliore gestione aziendale. Una società che dieci anni fa era in attivo, oggi ha un debito di circa 130 milioni di euro.

C’è qualcosa che non va, allora, in questo modo di gestire la più importare azienda cittadina. Una crisi che culmina con l’inchiesta giudiziaria che occupa la cronaca di questi giorni, protagonisti alcuni dei manager che hanno gestito Aim in questi anni.

Vicenza chiede un segno di discontinuità. Per questo, anche su Aim, ha dato fiducia ad Achille Variati. La sua promessa: Aim e le altre controllate amministrate da tecnici esperti, basta con le nomine politiche.

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Commenti

3 commenti a “C’era una volta Aim…”

  1.   Alberto

      24 maggio 2008 19:01

    Spero che Achille risani l’azienda

  2.   marco borin

      24 maggio 2008 19:42

    achille….. pensaci tu ke il caro amico hulweeck ha fatto il macello……!!!!!

  3.   Nyk

      27 maggio 2008 11:57

    Beh. La situazione è effettivamente grave ma prima di essere “appetibili” per la holding regionale in progetto bisogna risanare i conti. La creazione di una multiutility non mi pare non in linea con quanto avvenuto in altre realtà (APS a Padova) con la differenza che è stato gestito male in passaggio da una società unica che gestisse tutti i servizi a più società che gestisse ognuna un settore specifico.

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