Volantinaggio alla Valbruna
Scritto il 23 marzo 2009 da Redazione
Categoria: Comunicato Stampa 2 commenti

Oggi i Giovani Democratici di Vicenza e Hinterland, in contemporanea con molti altri gruppi Gd del Veneto e della provincia, hanno distribuito di fronte alle acciaierie Valbruna un volantino sulla proposta di assegno mensile del segretario del Pd Dario Franceschini. Due gruppi di militanti si sono succeduti nella distribuzione rispettivamente alle ore 5.30 di mattina e alle ore 13.00. Questo volantinaggio è anche l’occasione per compiere un primo passo verso un riavvicinamento del Pd e delle sue proposte ai lavoratori, prime vittime della gestione inefficace e insufficiente del crisi economica da parte del governo Berlusconi.
Nell’ambito della stessa iniziativa dei Gd del Veneto, i Gd della nostra provincia hanno volantinato anche di fronte alla Stefani di Thiene e presso il mercato di Camisano.
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Commenti
2 commenti a “Volantinaggio alla Valbruna”
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24 marzo 2009 19:16
non per provocare o altro, ma mi piacerebbe sentire che proposte avete voi x la risoluzione della crisi… fosse per me partirei da immediati tagli agli sprechi della pubblica amministrazione e dei privilegi della casta, si troverebbero immediate risorse per innalzare gli stipendi, diminuire le tasse ai cittadini ed alle imprese in modo che esse possano a loro volta dare salari più dignitosi, salvaguardare la forza lavoro e assumere nuovo personale, investire sulle opere pubbliche per rendere piu efficente il Paese e creare nuovi posti di lavoro ma non subito creando grandi opere, bensì sistemare e riammodernare quelle gia esistenti per poi creare quacosa di innovativo! Il tutto senza toccare sanità , scuola (va bene eliminare il baronato, ma servono piu investimenti per l’efficenza e la ricerca) e le acque pubbliche
24 marzo 2009 20:00
Parlo a nome mio, ovviamente. Le tue proposte mi sembrano sensate e condivisibi, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse e sulla loro provenienza. Per creare occupazione con le opere pubbliche ritengo si debba mirare prima alle “piccole opere”, mirate nelle zone più bisognose, e poi, se si hanno ancora risorse, spostarle su opere di inestinabile valore nazionale. Quale il ponte di Messina non è. Per ricavare queste benedette risorse le strade sono a mio parere due: lotta radicale all’evasione fiscale e razionalizzazione del sistema statale, inteso come apparato politico e burocratico. Certo, con gli ammortizzatori sociali non si risolve la crisi, ma lo Stato deve assolutamente stare vicino alle famiglie colpite dalla crisi.