Sandoli vergognati!

Redazione - 17 giugno 2009

Riportiamo un commento di Enrico Peroni alle frasi xenofobe del segretario cittadino della Lega, anche in seguito al nuovo intervento di Sandoli sul Giornale di Vicenza di oggi.

Voglio inserirmi anche io nel dibattito nato dalle belle e colorate feste attivate dal Comune di Vicenza: la festa della badante e una festa per gli immigrati, avvenute negli ultimi due fine settimana. La reazione del Segretario cittadino della Lega Nord, Alessio Sandoli, probabilmente ancora sotto l’effetto di qualche festino di troppo dopo il successo elettorale delle Europee, è stata davvero da denuncia.Paragonare i tanti lavoratori e le tante lavoratrici immigrate a terroristi e prostitute è falso da una parte e palesemente xenofobo dall’altro. Ha, quindi, ragione Variati a dire “Vergogna, Sandoli!”.

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Un impegno per i diritti umani: la depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo

Enrico Peroni - 9 dicembre 2008

Il 10 Dicembre 1948 veniva firmata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Sessanta anni dopo siamo qui a ricordarla, consci dell’attualità delle parole scritte in risposta agli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Nonostante sia passato più di mezzo secolo, infatti, la totalità dei diritti umani inalienabili stipulati nel Trattato sono esplicitamente disattesi o ostacolati in molti, troppi Stati.
Per questo evento, di capitale importanza, l’Unione Europea all’unanimità ha deciso di puntare su un argomento fondamentale per la piena realizzazione dei diritti umani e civili delle donne e degli uomini del nostro Pianeta: la depenalizzazione dell’omosessualità in tutto il mondo.
La presidenza francese dell’UE si è fatta quindi carico di questo impegno comune di tutti i Paesi Europei e ha sostenuto attivamente la necessità di un chiaro segnale contro l’omofobia di Stato. Nel mondo, infatti, sono ancora 91 i paesi nei quali l’omosessualità è un reato, tra i quali in ben 8 paesi è prevista la pena di morte. Ogni giorno uomini e donne, per il semplice fatto di essere omosessuali, vengono imprigionati, torturati, picchiati e uccisi. Nessuno mi potrà far dimenticare l’esecuzione di due diciottenni nella pubblica piazza di Teheran, nel Luglio del 2007.
Serve, quindi, un segnale. Nella speranza che questo segnale venga dato dall’Assemblea dell’ONU oggi, in tutta Europa sono nate iniziative a sostegno dell’impegno comunitario a difesa dell’inalienabile diritto a non essere discriminati per il proprio orientamento sessuale. Per fare un esempio concreto solamente su Facebook (la principale community sul web) in 3 giorni sono state quasi 20 mila le persone che si sono associate alla causa (Support decriminalisation of Homosexuality at UN!).
In questo contesto è sconvolgente la posizione espressa dallo Stato Vaticano, che sostiene che il documento presentato dalla Francia a nome dell’UE aggiungerà “nuove categorie protette dalla discriminazione senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni” . Una posizione contraria allo storico impegno del precedente Papato in favore dei Diritti Umani e che si posiziona nello stesso solco della contrarietà ad un’altra proposta in ambito di Nazioni Unite a favore della difesa delle persone disabili. Per questo motivo diverse manifestazioni hanno avuto luogo in varie città italiane ed europee contro le posizioni del Vaticano, consci che queste sono le posizioni di una piccola e lontana gerarchia e non della maggioranza del mondo cattolico.
Oggi, quindi, a 60 anni dalla storica dichiarazione di Parigi che diceva chiaramente, all’articolo 2, che “ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione “, il mio pensiero andrà ai rappresentanti di quei paesi che si stanno battendo, e tra questi c’è il nostro Paese, perché i diritti di tutte le omosessuali e tutti gli omosessuali del mondo vengano difesi in ogni Stato del Mondo: perché nessuno deve essere incarcerato, picchiato o ucciso per il proprio orientamento sessuale, in nessun angolo del pianeta!


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Pane e soppressa

Enrico Peroni - 19 agosto 2008

Walter Veltroni si è svegliato. Dopo mesi di torpore e di politica vissuta pacatamente si rilancia con un articolo lungo, carino, ben sponsorizzato. Condivisibile in buona parte. Fuori dal mondo seguendo altre considerazioni.

Il segretario del Partito Democratico sostiene, in breve, che l’attuale società abbia perso la memoria collettiva e la speranza nel futuro, che i cittadini siano divenuti spettatori. Tutto vero, purtroppo. Le cause di questa crisi sociale sono molteplici. Un modello di società sbagliata, troppo legata a consumo e a risposte immediate, senza un minimo di lungimiranza. In sostanza, quindi, una società postmoderna? Effettivamente l’amico Walter non scopre molto di nuovo.

Negli anni 90 ci si era illusi (tutti) che l’ideale Liberale della diffusione della prosperità nel mondo senza contraccolpi per chi già era prospero fosse vero. Era un grave errore di cui stiamo pagando le conseguenze oggi. Economiche ma soprattutto ideali, non avendo più un’idea progressista spendibile in molti campi della vita umana.

Sono convinto, infatti, che l’estremizzazione di individualismo, egoismo sociale, mancanza di solidarietà, ritorno di vari generi di razzismo, paura siano evitabili, anche nella società odierna, in un solo modo: con il mantenimento degli standard di vita e di sicurezza sociale a cui la popolazione è abituata.

E’ sempre una crisi economica che fa venire alla luce gli aspetti più tragici di un modello sociale, qualsiasi esso sia. E la crisi economica italiana ed europea (occidentale forse è una parolona grossa) è una crisi lenta, forse inesorabile e purtroppo legata proprio alla probabile impossibilità di un intero pianeta prospero e felice. Sono anche io un inesorabile pessimista che non ha valori in cui credere e una società da sognare? Per fortuna (o purtroppo) no. Anche io credo vi sia degli ideali verso cui tendere, ma non si deve mai pensare che tali ideali siano raggiungibili altresì si cade davvero nell’idealismo, che provoca più disastri di quanti risultati buoni crea.

Veltroni sceglie un momento come questo, in cui effettivamente la crisi di memoria e progettualità del futuro dell’intera società sono ai minimi storici, perché ovviamente è oggi il momento in cui sono più evidenti tali aspetti negativi. Questo, però, è proprio il momento meno adatto per sostenere tali tesi. Anche io ripeto con forza, quotidianamente, che come partito politico dovremmo cominciare a dare un’identità, dei fini, dei sogni ai nostri militanti (in pratica anche a me stesso) e soprattutto ai nostri elettori. Ma una lettera di critica che non evidenzia nessuna reale via d’uscita, se non con qualche volo pindarico, dà speranze?

Gli italiani, in particolare coloro i quali si sentono assediati dalla povertà, hanno paura oggi e preferiscono alla filosofia i ben più concreti pane e soppressa. Quando dirigenti d’azienda che non trovano più lavoro vanno a mangiare alla Caritas (si legga qui ), quando il posto di lavoro lo perdi e non lo ritrovi più, quando lo stipendio rimane stabile mentre tasse e generi alimentari schizzano in alto, dei libri di filosofia o dei trattatelli su Repubblica puoi fartene gran poco.

In pratica Walter è confuso (e pure infelice). Non dà speranze ma solo critiche e quindi non fa battere il cuore del militante. Non dà risposte concrete ai problemi della gente (forse perché nessuno ora sa darle veramente, purtroppo) ma parla di filosofia, facendo citazioni che nemmeno Obama pensa nelle notti più tormentate.

Caro Walter, sono felice tu sia tornato pimpante alla guida del nostro partito e che almeno un’idea tu l’abbia espressa ma purtroppo (e lo dico davvero) gli italiani non sono tutti filosofi. Anzi, la maggioranza degli italiani è composta da pensionati, casalinghe, giovani e soprattutto lavoratori, quelli che dicevi “abbondantemente in piedi” agli spot alla radio durante la campagna elettorale. Ecco, costoro forse vorrebbero risposte vere, sincere, dirette su come uscire dalla crisi economica senza idee razziste e protezioniste di matrice leghista-tremontiana e senza idee liberiste di matrice berlusconiana. Le abbiamo, come democratici, delle risposte?


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Vietato leggere a Campo Marzo

Giuseppe Peronato - 14 agosto 2008

Ce ne eravamo dimenticati. Eppure l’ordinanza della giunta Hüllweck che vieta di “restare sdraiati  sul manto erboso” dei parchi pubblici è tuttora in vigore.
È tornata alla ribalta della cronaca ieri, durante la trasmissione di Radio3 Fahrenheit, quando un ascoltatore ha raccontato quello che gli era accaduto mentre stava leggendo un libro a Campo Marzo.

Io e la mia ragazza eravamo sdraiati nel parco di Campo Marzo, ognuno con il proprio libro in mano, a tutti e due ci piace stare tranquilli a leggere. A questo punto abbiamo ricevuto una visita della polizia locale. La polizia, dopo averci redarguito sul fatto che non si poteva “bivaccare” lì, mi ha multato con la seguente motivazione: “Perchè all’interno dell’area verde di Campo Marzo era sdraiato sul manto erboso intento a leggere un libro”. Aggiungo che in tutto il Campo Marzo non c’era alcuna indicazione che informasse sulle disposizioni comunali, non c’era alcun cartello che proibisse lo sdraiarsi sull’erba… e non c’era alcuna indicazione che proibisse la lettura.

La notizia, subito rimbalzata dalla radio alle agenzie di stampa, è oggi apparsa anche sul Corriere della Sera. La motivazione ufficiale che compare sul verbale della multa, infatti, rende l’episodio ancora più paradossale. “Sdraiato sul manto erboso intento a leggere un libro.” Qual è il reato? Il fatto di essere stesi sull’erba oppure quello di leggere un libro?

Intanto, dal Comando dei Vigili fanno sapere che sono in corso accertamenti. Gli agenti si giustificano sostenendo che “l’atteggiamento del soggetto in questione e della sua fidanzata stava oltrepassando un certo limite.” Dal verbale, però, non risulta. I due non sono stati denunciati per “atti osceni in luogo pubblico”, né per “molestia o disturbo alle persone.” È stata invece resuscitata una delle ordinanze creative del duo Hüllweck-Sorrentino contro il bivacco nelle aree verdi. Il fatto che i due stessero leggendo (Pasolini e Saviano, per la cronaca) costituisce forse un aggravante?

Per fortuna, il Comune ha già annunciato la revisione di quell’ordinanza del 2002. Il provvedimento, inoltre, era stato anche pubblicamente contestato dall’Assessore Quero, che nel 2005, da semplice cittadino, aveva organizzato proprio a Campo Marzo una manifestazione di protesta intitolata “Campo del libro”. Ora finalmente la nuova giunta ha la possibilità di ridare a tutti la libertà di sdraiarsi sull’erba di un parco a Vicenza. Magari leggendo un libro.

Aspettiamo fiduciosi.


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